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RECENSIONI

Il modello di questo piccolo affresco corale potrebbe essere Nella città l'inferno di Renato Castellani girato all'interno di un carcere femminile romano con un cast che comprendeva Anna Magnani e Giulietta Masina; ma in Per non dimenticarti, scritto da Tommaso Avati, si avverte anche aria di famiglia, ovvero l'influenza del cinema intimista di Pupi. Impeccabilmente fotografato e ben recitato, il film ha tuttavia il limite di un aggraziato manierismo che ne appanna a momenti la portata emotiva.
(Da La Stampa 08 settembre 2006)


Originale e buon debutto per la figlia d' arte Mariantonia Avati che indietreggia al 1947 per raccontare l' Italia del dopoguerra vista dall' ottica della sala partorienti di un ospedale. Dove si intrecciano tante storie, in particolare quella di Nina, che ha una gravidanza difficile e pasticci di famiglia. La solidarietà al femminile con tutta la sua privacy, ma anche, tangibile, un momento difficile della storia. Ben scritto, dialogato con verità non retorica, il film tenta di andare oltre il cliché (e spesso ci riesce) e in cui Anita Caprioli dà una bella prova
(Da Il Corriere della Sera 8 settembre 2006)


…A conferire all'esordio su pellicola della Avati l'aspetto di un'operazione che avrebbe funzionato sicuramente meglio in forma di spettacolo teatrale, considerando anche la non poca importanza che assume nel corso della narrazione il lavoro del cast, nel quale spicca, tra una Enrica Maria Modugno ("Animali che attraversano la strada") ed una Francesca Antonelli ("Stai con me"), una sorprendente Emanuela Grimalda ("Febbre da cavallo" - "La mandrakata") negli insoliti "panni drammatici" della sfortunata Margherita.
(Da Film Up)